Cosa: Italia-Serbia
Dove: Portaria Hall, Volos (Grecia)
Quando: 04/08/2019, ore 18
Come vederla: Canale YouTube FIBA
TOP PERFORMERS (ITA)
PPG: Gabriele Procida (11.8)
RPG: Sasha Mattias Grant (6.2)
APG: Lorenzo Donadio (2.5)
TOP PERFORMERS (SRB)
PPG: Djordje
Pazin (11.2)
RPG: Aleksej
Pokusevski (7.2)
APG: Aleksej Pokusevski (3.7)
Italia e Serbia si
affrontano nella finale 9-10 posto. Per i ragazzi di coach Bocchino, evitato lo
spauracchio retrocessione in Division B, sono arrivate due vittorie consecutive
con Croazia e Montenegro. Due vittorie fatte di tanto cuore e carattere, due
caratteristiche che non erano necessariamente emerse nelle prime fasi di questo
Eurobasket. Invece, col proseguo della manifestazione il gruppo è diventato
squadra, o almeno questa è stata l’impressione da ciò che si è visto in
streaming. Migliore circolazione della palla, più voglia di aiutarsi in difesa,
più energia, e anche una nidiata non particolarmente talentuosa è riuscita, in qualche
modo, ad andare oltre le aspettative. L’infortunio a Casarin non ha permesso al
talento classe 2003 di splendere come avrebbe voluto (speriamo possa esserci
nell’Europeo con i pari età under 16), e ieri col Montenegro è stato a riposo,
così come Grant (ottima prova da leader per lui nella partita con la Croazia) e
il playmaker scuola Virtus Lorenzo Deri. Scopriremo solo all’ultimo se saranno
della partita in questa “finalina” con una Serbia che, finora, è stata
piuttosto altalenante. Il girone iniziale ha regalato due vittorie (contro le
forti Germania e Turchia) e una sconfitta all’ultimo secondo con la Gran
Bretagna. Poi, negli ottavi di finale, lo scivolone con la Lituania in una
partita a basso punteggio e con percentuali da due in stile film horror
(14/53). Coach Slobodan Klipa può contare su una squadra che ha due leader
molto chiari: il lungo dell’Olympiacos Aleksej Pokusevski e l’ala piccola del
Partizan Djordje Pazin. Il primo è un concentrato di tecnica in un corpo lungo (2
metri e 11) e snello, in grado di attaccare dal palleggio ma anche di colpire
dalla lunga distanza, seppur in modo discontinuo. Il secondo è un “Doncic
wannabe”, capace di segnare in tutti i modi ma anche di creare per i compagni. Occhio
anche ad Aleksandar Langovic, ala grande dell’OKK Belgrado, giocatore completo,
con punti nelle mani (11 di media) e taglia fisica superiore ai nostri pari
ruolo.
Servirà una partita
di grande concentrazione e di astuzia, magari variando le difese come nella
gara di ieri col Montenegro, nella quale la nostra zona ha messo in grave
difficoltà gli slavi in giallo rosso. Come spesso ci è capitato in questo Europeo,
siamo inferiori come talento, ma possiamo sopperire con l’intensità e lo
spirito di sacrificio. Ieri la Serbia ha avuto vita difficile contro la
Germania, in uno scontro deciso solo nelle battute finali e vinto 76-74, ma ha
dimostrato di essere una squadra molto profonda. Nella partita contro i
tedeschi è emerso come miglior realizzatore il playmaker Vukasin Masic, classe
2001 della Stella Rossa, fino a ieri ultimo del roster serbo per minuti
giocati. Eppure contro la Germania ne ha messi 17 in 20 minuti in una prova di
grande efficienza. Vietato distrarsi: servirà la nostra miglior partita, e
magari un Procida in versione Montenegro (ieri 22 punti per lui, oltre al
canestro che ha di fatto tagliato le gambe agli avversari).

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