Serbia – Italia 72-81
TABELLINI:
SERBIA: Masic 11, Pokusevski ne, Andric 4, Pavicevic
9, Karpandzic, Pazin 8, Manojlovic 3, Djordjevic, Vasic 5, Langovic 18, Markovic
6, Skobalj 8.
ITALIA: Deri
ne, Picarelli 11, Schina 6, Procida 13, Casarin ne, Donadio 27, Filoni ne,
Ianuale, Grant ne, Ladurner 4, Basso 6, Possamai 14.
L’Eurobasket Under
18 si conclude con il miglior risultato possibile per l’Italia, viste le
condizioni di partenza. Come detto in sede di preview, il gruppo a disposizione
di coach Bocchino non era certo pieno di talento, a parte alcune eccezioni. Eppure
ciò che ne è uscito fuori è stato un ottimo nono posto, conquistato con una
partita solida contro un avversario di buon livello.
Alla fine la qualità
migliore di questa Nazionale Under 18 è stata la solidità e la tenuta mentale
di tutti i giocatori, abili a fare squadra e a compattarsi, soprattutto in
difesa. Vero che la Serbia si presentava senza Pokusevski, probabilmente l’elemento
di maggior talento a disposizione della formazione slava, ma i nostri sono
stati comunque bravi a limitare l’altro grande talento serbo, un Djordje Pazin
tenuto a 8 punti in 25 minuti con 2/8 al tiro. Per la verità anche noi ci presentavamo
privi di quattro giocatori importanti come Deri, Grant, Casarin e Filoni, tutti
tenuti a riposo da coach Bocchino, che si è affidato alla “classe operaia”,
portata in Paradiso con grande autorità.
Senza giocatori in
grado di creare con continuità dal palleggio è emersa la struttura di squadra,
sia in difesa sia in attacco. Nella nostra metà campo il continuo variare tra
zona e uomo ha creato più di un grattacapo ai serbi, che si sono affidati alla
completezza offensiva di Langovic, a lungo dominatore contro i nostri big
men. Siamo stati bravi, però, a limitare il loro tiro da tre punti, ma
soprattutto a forzare tante palle perse (23 alla fine), che ci hanno permesso
di scatenare il nostro contropiede.
In questo contesto è
emersa la miglior prova dell’Europeo di Lorenzo Donadio, quasi in tripla doppia
con i suoi 27 punti, 9 rimbalzi e 7 assist. Una gara da vero leader per un
ragazzo che non aveva cominciato bene questa manifestazione, ma che è andato in
crescendo di partita in partita, specialmente nelle ultime dove, l’assenza di
Casarin e Grant l’ha responsabilizzato e reso leader di questa squadra. Il classe
2001 della Stella Azzurra ha ancora tanti margini di miglioramento,
particolarmente nel tiro da fuori e nella difesa 1 contro 1, ma è sicuramente
un elemento da monitorare per il futuro. Per intelligenza cestistica e
leadership può maturare come un buon giocatore di sistema.
Le cose migliori l’Italia
le ha mostrate in un assetto quasi inedito, con i due lunghi Ladurner e Basso
insieme, il primo ad agire da numero 4 e il secondo da classico numero 5. Nessuno
dei due è un fenomeno tecnicamente, ma entrambi posseggono ottime doti fisiche;
Ladurner ha mostrato alterne qualità da tiratore, e da numero 4 è un’opzione
intrigante per il futuro. Basso, invece, è un centro vecchio stampo, che deve
ancora migliorare nei movimenti offensivi spalle a canestro per avere una
carriera stabile ad alto livello, ma difensivamente è una presenza fisica di
grande spessore, sulla quale è possibile costruire qualcosa.
Termina così il
nostro Europeo, con un risultato superiore alle aspettative vista la prima
partita contro il Montenegro. Nei prossimi giorni ci addentreremo nella valutazione
singola giocatore per giocatore, per ora è doveroso solo fare i complimenti a
questi ragazzi, che non si sono risparmiati nemmeno in una partita che poteva
avere un valore di risultato soltanto relativo, e invece è stata interpretata
con la grinta di una finale per la medaglia d’oro.

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