Croazia – Italia 50-69
TABELLINI
CROAZIA: Pleadin 12, Klarin 2, Lebo 6, Z.Ivisic 7, Santic
2, Kalajzic 2, Svoboda 2, Brala 12, T.Ivisic 5, Radja, Blejan, Krajnovic.
ITALIA: Giordano 13, Fiusco 4, Gravaghi 2, Spagnolo
19, Casarin 9, Greggi 7, Onojaife 4, Marangoni 4, Vincini, Virginio 5, Valente,
Barbieri 2.
Una buona Italia. Convincente più in difesa che in attacco,
dove ancora sono emerse difficoltà e dubbi in più fasi della partita. L’identità
difensiva, però, c’è, ed è testimoniata soprattutto da Onojaife, giocatore che
dovrà evolvere in un ruolo più perimetrale rispetto a quello di lungo che sta
interpretando a questo livello, ma che ha un’energia dentro decisamente
evidente e contagiosa.
Per la metà campo offensiva c’è Spagnolo. Ancora una volta
il giocatore del Real Madrid ha impressionato per leadership e qualità espressa
in campo, chiudendo con 5/8 da due e 2/4 da tre, conditi da 4 rimbalzi e 2
assist. Tanto della nostra produzione offensiva passa da lui, che finalmente ha
avuto molto la palla in mano e ha potuto agire da “iniziatore” dell’azione, con
risultati decisamente migliori di quando ha giocato lontano dalla palla nella
prima partita. C’è da dire, comunque, che ieri lo hanno aiutato molto bene sia
Greggi, con giocate sempre precise e corrette dal punto di vista della lettura,
sia Giordano, utilizzato come playmaker di rottura dalla panchina. Quando gli
entra il tiro da 3 (come ieri, quando ha chiuso con 3 su 4 dalla lunga
distanza) la sensazione è che possa fare realmente la differenza, perché poi in
difesa soffre avversari più fisicati e può fare fatica.
A differenza di quanto sembrava filtrare da Udine, alla
fine, ha debuttato nel torneo anche Davide Casarin. L’esterno di Venezia ha
cominciato dalla panchina, ma è entrato con la personalità che lo
contraddistingue, prendendosi subito molte responsabilità offensive. Non ha
tirato bene (3/8 dal campo), ma in difesa ha fatto tanto lavoro sporco. Ciò che
colpisce di Casarin è la rapidità di piedi laterale, che lo rendono in grado di
tenere anche contro gli esterni più esplosivi, una caratteristica fisica sulla
quale dovrà continuare a lavorare e che potrà essergli molto utile anche in
vista di un futuro senior. Tra i nostri esterni è sicuramente quello più attivo
dal punto di vista difensivo, e visto ciò che può offrire anche dall’altra
parte del campo è può venirne fuori un giocatore di alto livello.
La Croazia si è dimostrata poca cosa. Sin dai primi possessi
sono sembrati molto imprecisi, hanno prodotto 20 palle perse e, in generale, si
è notata l’assenza di un regista che dirigesse il gioco con intelligenza. Brala
è un prospetto che ha offerto buone sensazioni dal punto di vista tecnico, ma che,
per ora (stiamo sempre parlando di sedicenni), non sembra avere ancora la
personalità per essere un leader nel futuro. I gemelli Ivisic hanno doti
fisiche impressionanti, ma sono sembrati un po’ fumosi e a tratti sono stati
eclissati dall’intensità di Onojaife. Insomma, c’è tanto da lavorare per questa
Croazia che, comunque, oggi ha battuto la Germania evitando un ottavo di finale
ai limiti dell’impossibile contro la Spagna, e dunque guadagnandosi qualche
chance in più di fare strada nel torneo.
Visto che siamo a ora tarda e, per oggi, non c’è spazio né tempo
materiale per una preview fatta come si deve, spendo due parole sulla partita
di oggi contro la Russia. Ci giochiamo il primo posto e, quindi, la possibilità
di andare ad affrontare la perdente tra Macedonia e Lettonia in un ottavo di finale
che sarebbe discretamente agevole. La Russia ha vinto ieri con la Germania in
una partita combattuta fino alla fine, ma ha perso nella gara d’esordio con la
Croazia. Il miglior giocatore di questo inizio di europeo per i russi è stato
Iagoslav Niagu, lungo del Lokomotiv Kuban, che sta viaggiando a 16 punti e 12
rimbalzi di media e che sarà il problema principale per i nostri pari ruolo. Attenzione
anche al classe 2004 Vedischev che, da sotto età, è il secondo miglior
realizzatore della squadra (11 di media). Sono una squadra fisica, atletica,
alla quale piace giocare a metà campo, coinvolgendo principalmente i lunghi. Il
punto debole in assoluto, fino ad ora, è stato il tiro da 3 (5/29, che equivale
al 17.2%), cosa che potremmo sfruttare concedendo qualcosa sull’esterno e
riempiendo un po’ di più l’area per aiutare a rimbalzo contro Niagu e compagni.
Sarà la terza partita in tre giorni, quindi la stanchezza si farà sentire da
entrambe le parti, ma vincerla potrebbe darci quella fiducia necessaria per
affacciarci al prossimo turno con tanta carica in più.

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