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U16M, Italia-Francia: la preview


Davide-Casarin-Italia-Grecia


Cosa: Italia-Francia
Dove: Palasport “Primo Carnera”, Udine
Quando: 16/08/2019, ore 21
Come vederla: Canale YouTube FIBA

TOP PERFORMERS (ITA)
PPG: Matteo Spagnolo (17.4)
RPG: Matteo Spagnolo (7.2)
APG: Davide Casarin (4)

TOP PERFORMERS (FRA)
PPG: Armel Traorè (13.8)
RPG: Victor Wembanyama (8.4)
APG: Ousmane Dieng (3.8)

Come stiamo noi
La vittoria nei quarti di finale con la Grecia è stata una vera e propria impresa. Rimontando dal -21 del primo quarto, gli Azzurrini hanno dimostrato grande cuore e grande carattere, due cose non sempre scontate quando parliamo di sedicenni. Vincere in quel modo ci ha testimoniato quanto, questa squadra, tenga al successo finale tra le mura di casa, e sicuramente la nostra tenuta mentale è molto più solida di quanto si poteva pensare anche solo due partite fa. Siamo di fronte a una squadra molto determinata, molto sicura dei propri mezzi, almeno negli interpreti principali, e che farebbe qualunque cosa pur di evitare la sconfitta. Questo è il lato positivo. Il lato negativo è che, sotto il profilo della prestazione, anche la gara con la Grecia ha confermato le grandi difficoltà di una squadra troppo legata al rendimento delle proprie due “stelle”. I greci sono stati molto bravi a togliere Spagnolo dal gioco sostanzialmente per 39 minuti, costringendolo alla peggior prestazione personale del torneo. Hanno sofferto Casarin, in giornata di grazia, ma a parte loro due (e in determinati frangenti Marangoni) il nostro attacco è stato sottoposto a lunghe fasi di carestia. Anche i guizzi di Giordano e di Gravaghi sono stati, appunto, momenti estemporanei per quanto importanti. Con la Francia servirà la prima, vera, grande prestazione corale per riuscire a centrare il sogno della finale.

Come sta la Francia
Anche i giovani Galletti sono reduci da una partita molto difficile contro un avversario, sulla carta, inferiore per talento. Nel quarto di finale con la Croazia, infatti, la Francia ha avuto la meglio solo nel finale, vincendo di 2 solo negli istanti conclusivi del match. Eccezion fatta per le partite contro la Bosnia nel girone (102-38) e contro l’Estonia agli ottavi di finale (70-44), in realtà, la Francia ha quasi sempre faticato, ottenendo un distacco complessivo nelle restanti tre partite (con Grecia e Serbia nel girone, e in quella già citata con la Croazia) di soli 9 punti. Eppure, pur faticando e attraversando difficoltà, la Francia è imbattuta. Sono abituati a giocare partite combattute, a sporcarsi le mani in battaglia. Non hanno elementi di particolare classe tecnica. Per intenderci, non ci sono un Maledon o un Hayes, come per le giovani generazioni passate, ma ci sono tanti giocatori solidi, cresciuti nell’orbita dell’ormai famigerato e prestigioso Centre Federale de Basket, il centro nazionale sportivo nel quale crescono i migliori prospetti dell’intero sport francese. Traorè è il miglior realizzatore, ma è solo la punta di un iceberg che nasconde tante opzioni diverse a livello realizzativo, come il talentuoso Dieng e il centro Balfournier. La regia è affidata a un playmaker d’ordine e dotato di buon tiro come Nathan De Sousa, classe 2003 di Cholet, che assicura affidabilità e costanza. Per condire il tutto c’è uno dei migliori prospetti europei dell’annata 2004, il lungo Victor Wembanyama, 218 centimetri e un’apertura alare potenzialmente infinita. Nei quarti di finale ha chiuso la gara sfiorando una tripla doppia da 12 punti, 21 rimbalzi e 8 stoppate. Fermateli, se potete.

Che partita sarà
L’Italia dovrà sfoderare la miglior prestazione del torneo e, in questo senso, il giorno di riposo speriamo possa essere stato utile per mettere a punto una strategia difensiva particolare per arginare le tante armi a disposizione dei francesi. Loro avranno imparato la lezione della Grecia, che ha piazzato un marcatore “faccia a faccia” su Spagnolo per 40 minuti, annullandolo per gran parte di questi e sfiorando il colpaccio. A vantaggio dei francesi c’è una superiore taglia fisica, che potrebbe mettere in ulteriore difficoltà il nostro playmaker. Per questo motivo, come già sottolineato, dovremo essere bravi ad assisterlo e a supportarlo con altri protagonisti in fase offensiva. Difensivamente molta della differenza la farà il quantitativo di minuti che Wembanyama potrà garantire in campo senza incorrere in problemi di falli e nei limiti di resistenza fisica che ancora lo attanagliano. Contro la Grecia ha funzionato bene la zona, che sicuramente potremo riproporre, ma dovremo essere bravi a partire col piede giusto da subito se vogliamo portare a casa la partita. A livello mentale non possiamo dire di non essere pronti, dopo un’impresa come quella dei quarti di finale: il gruppo ha dimostrato cuore a sufficienza, ora serve solo una prestazione di livello adeguato per salire un ultimo scalino, che ci riporterebbe a una finale continentale che manca da troppo tempo.

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