Italia-Germania 74-33
TABELLINI:
ITALIA: Orsili 4, Conte 2, Del Pero 8, Verona 19,
Pinzan, Smorto 4, Ianezic 11, Decortes 1, Fassina 2, Madera 14, Toffolo 5,
Trucco 4.
GERMANIA:
Furman 3, Daub 2,
Eichmeyer 6, Eckerle, Schiffer, Schinkel 3, Manh, Kambach, Geiselsolder 10, Kolb
2, Brennecke 2, Perner 5.
Gli americani la chiamerebbero statement win. Quella
dell’Italia sulla Germania nell’ultima giornata della fase a gironi dell’Europeo
Under 20 femminile è una vittoria che non lascia spazio a repliche. Le ragazze
di coach Sandro Orlando prendono il comando della partita sin dalle fasi
iniziali, e non lo lasciano fino alla fine, instradando la partita già dal primo
quarto. Come sempre, però, non ci interessa tanto la cronaca quanto il commento
alla partita. Una vittoria pesante, autoritaria, una vittoria che fa tanto
morale in vista della seconda fase dopo due partite di grande difficoltà per le
azzurre.
Per una volta le note negative passano in secondo piano di
fronte allo spessore di una partita che ci ha mostrato una squadra diversa
rispetto alle prime due uscite. Non tanto nell’assetto del quintetto iniziale o
di quelli mostrati durante i quaranta minuti, quanto nell’atteggiamento avuto
dalle ragazze sin dalla palla a due. Aggressività in difesa e decisione in
attacco, non accontentandosi quasi mai della prima occasione per tirare, ma
andando avanti nei giochi, con pazienza portando fino alla fine l’eventuale
vantaggio creato nei primi secondi dell’azione. In questo modo hanno avuto un
maggiore impatto anche giocatrici che nelle prime partite non avevano convinto
come Verona e Del Pero, finalmente convincenti e piene di fiducia. Buone indicazioni
anche dalla panchina, con una sempre solida Giulia Ianezic, giocatrice che magari
non salta all’occhio per giocate particolarmente spettacolari, ma che fa bene
tutte le piccole cose semplici.
In una partita che sin dal primo quarto è stata in nostro
controllo hanno avuto spazio anche le lunghe di riserva, Decortes e Toffolo,
che hanno ben retto in difesa nel confronto con le lunghe tedesche, ma dalle
quali ci si aspetta un apporto più corposo in attacco, fase nella quale hanno
dimostrato ancora troppe indecisioni. Nelle fasi successive di questo torneo
servirà un apporto più completo da parte di tutte, perché la Germania di oggi
era davvero poca cosa, ma da dopodomani le cose inizieranno a farsi molto più
serie.
Cosa dire, dunque, di questa Germania? Onestamente mi è
sembrata una squadra non pronta a competere a questo livello, nonostante
qualche squillo, ma difensivamente la squadra tedesca è parsa troppo labile e
senza quella intensità necessaria a farti sopravvivere a lungo. Non male la
lunga Luisa Geiselsolder, classe 2000 delle XCYDE Angels mentre, almeno in
questa partita, è mancato totalmente l’apporto delle due “americane”, la
playmaker Britta Daub, classe ’99 di Houston Baptist University, e l’altra
esterna Jessika Schiffer, classe 2000 di University of Buffalo. Il prossimo
turno con la Russia appare molto proibitivo, soprattutto dopo un girone nel
quale la sconfitta dal minor scarto è stato il -19 con l’Olanda di ieri.
Per le azzurre, che attendono la vincente tra Polonia e
Repubblica Ceca (in campo oggi alle 18), un girone di pochi alti e tanti bassi,
intesi come difficoltà a sviluppare il proprio gioco. Olanda e Francia, per
conformazioni fisiche e questioni di accoppiamenti, sono stati due test molto
provanti, che hanno messo in luce tutti i nostri difetti. La partita di oggi,
invece, ha provato cosa siamo in grado di produrre quando giochiamo senza foga
e sviluppando il nostro piano partita.
Photo credits: fiba.com

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