Repubblica Ceca –
Italia 59-64
TABELLINI:
REP.CECA: Pospisilova 7, Sipova 12, Sotolova 7,
Vitulova 9, Vorackova 5, Brabencova 2, Dudackova 4, Galickova ne, Rylichova ne,
Sklenarova, Tomancova, Zilova 13.
ITALIA: Del Pero 9, Madera 11, Orsili 14, Trucco 6,
Verona 18, Conte ne, Decortes 2, Fassina 4, Ianezic, Pinzan ne, Smorto ne,
Toffolo.
L’Italia Under 20 femminile accede ai quarti di finale dopo
una partita molto sofferta, ma giocata con il cuore e la convinzione di chi ha
creduto, sin dal primo quarto, di poterla portare a casa. E non è stato facile.
Le padrone di casa della Repubblica Ceca sono un’ottima squadra, ben allenata
dall’americano Ken Scalabroni, che ha impostato un basket moderno, quasi positionless,
che vorrebbe ricalcare (con le dovute proporzioni) quello che fa Golden State
dall’altra parte dell’Oceano. Le sue ragazze corrono, tirano da tre e,
soprattutto, segnano da tre. Ce ne accorgiamo nel secondo quarto, quando sembra
che ogni bomba delle nostre avversarie debba essere accolta dalla retina. Siamo
brave a non mollare mai, anche quando la nostra difesa non funziona e veniamo
troppo spesso battute sul primo palleggio. Nonostante le difficoltà rimaniamo
sempre a contatto, e nell’ultimo quarto riusciamo a portare a casa la vittoria
con la leadership di Verona e Madera e la sfrontatezza di Orsili.
La playmaker marchigiana è sicuramente una delle note più
liete per coach Sandro Orlando, che sta osservando la crescita di una giocatrice
dalle doti di leadership spiccate. Nel primo tempo ci ha tenute in piedi lei e
nel finale, come detto, la sua difesa e la sua voglia di sacrificarsi per le
altre hanno fatto la differenza. Poi c’è Costanza Verona. La neo ventenne
palermitana (a proposito: tanti auguri, ieri era il suo compleanno) sta attraversando
un periodo di crescita vertiginosa: dopo le prime due partite stentate si è
presa in mano la squadra, ha iniziato a trovare più ritmo e si sente più a suo
agio nel sistema offensivo. Ha spesso la palla in mano, ma quasi mai forza una
soluzione, anzi è la prima a mettere in ritmo le compagne e a fare sempre la
scelta giusta. La sua palla rubata finale ci ha, di fatto, consegnato la
vittoria.
Molto bene anche Sara Madera, con la sua solita consistenza,
la sua presenza a rimbalzo e la sua solidità ci ha permesso di contrastare le
lunghe avversarie. Inoltre, quando raddoppiata, ha avuto la capacità di far
uscire la palla dalle mani con grande qualità, trovando spesso le compagne
smarcate per una soluzione più agevole. Se vogliamo andare ulteriormente avanti
nel torneo tanto dipenderà dalle sue prestazioni e da quelle di Valeria Trucco,
oggi non particolarmente attiva dal punto di vista offensivo, ma efficace (3/5
da due) e protagonista di tanto lavoro sporco (11 rimbalzi).
In sede di presentazione avevo parlato di come fosse
necessario che il nostro cast di supporto sfoderasse una partita convincente
per vincere, e oggi ne abbiamo avuto la prova. In una partita nella quale la
nostra principale arma offensiva, Martina Fassina, non ha ingranato la marcia,
sono state brave le altre a venire fuori. È stato importante giocare all’interno
del sistema, eseguendo con pazienza e portando fino alla fine i giochi. Anche nei
momenti in cui non facevamo mai canestro, la fiducia nelle nostre capacità
offensive e una solida difesa ci hanno tenuto a galla, permettendoci di
rimontare.
Le note negative, per questa partita, vengono dai troppi
momenti in cui stacchiamo la spina difensivamente: contro la Repubblica Ceca
siamo state spesso troppo molli, e gli errori, anche se piccoli, come una mancata
comunicazione o un posizionamento errato, a questo livello si pagano cari.
Ma è già tempo di mettere in archivio questa bella vittoria
e pensare al futuro, perché domani si torna in campo per i quarti di finale. Ad
aspettarci sarà la vincente tra Spagna (imbattuta nelle gare del girone) e
Bielorussia (ultima nel girone B con tre sconfitte su tre): sembra uno scontro
segnato, ma con chiunque dovessimo capitare, se l’energia e l’intensità messe
in campo saranno queste abbiamo una chance.
Photo credits: fiba.com

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