L’Eurobasket Under 16 maschile è a soli pochi giorni di
distanza. A partire da venerdì, a Udine, si confronteranno le migliori
nazionali europee di categoria, e l’Italia si presenta a questa rassegna con
più di una speranza di raggiungere la zona medaglie. Il gruppo 2003-2004 è alla
sua prima esperienza continentale, ma nutre già diverse aspettative tra gli addetti
ai lavori. Con talenti assoluti come Spagnolo, e altre nuove leve in rampa di
lancio come Casarin e Giordano, andiamo ad analizzare nel dettaglio il roster a
disposizione di coach Gregor Fucka.
Matteo Barbieri (Centro, 2003, Virtus Bologna)
Con i suoi 210 centimetri, Barbieri rappresenta la
principale speranza nel ruolo di centro per il futuro del basket italiano. La taglia
fisica c’è, ma è ancora un work in progress sul come sfruttarla. In fase di
preparazione ha fatto meglio al Torneo di Iscar (8 punti di media) che a quello
di Bellegarde, dove ha faticato al tiro. Ha tante potenzialità e la sua stazza
potrà essere molto utile in un torneo nel quale si troverà, forse per la prima
volta, ad affrontare lunghi di pari livello fisico.
Davide Casarin (Guardia,
2003, Reyer Venezia)
È un’estate
particolarmente calda, quella che sta vivendo questo ragazzo. Già protagonista agli
Europei Under 18 nei quali, però, si è fatto male a una caviglia ed è uscito di
scena quasi subito in via precauzionale. Il talento offensivo è cristallino:
capacità di creare dal palleggio, di tirare da ogni posizione e una discreta
taglia fisica per portare i pari ruolo spalle a canestro sono presenti in
abbondanza. Da valutare e da migliorare l’aspetto mentale e la scelta di tiro,
spesso rivedibile. Alle recenti finali nazionali under 18 Eccellenza è stato il
“sotto età” più impressionante, con una prova da 31 punti, ma in quelle under
16 è stato un po’ sottotono. Se troverà la continuità necessaria sarà una
pedina fondamentale per il cammino dell’Italia.
Gianmarco
Fiusco (Playmaker, 2003, New Basket Brindisi)
Playmaker di sostanza. Parte sicuramente indietro nelle
gerarchie rispetto a Spagnolo, ma ha qualità tecniche più che discrete, un buon
tiro e un ball handling migliorabile ma non da sottovalutare. Sulla carta avrà
pochi minuti a disposizione, ma ha l’intelligenza per sfruttarli nel modo
migliore.
Nicola Giordano (Playmaker, 2003, Stella Azzurra Roma)
Altro talento cristallino. Non esiste un singolo
fondamentale, a livello offensivo, che non padroneggi quasi alla perfezione. Significa
che non ha margini di miglioramento? Assolutamente no, ma il ragazzo c’è e si
farà. Ha impressionato durante tutto l’anno giocando under 16 e under 18 con la
Stella Azzurra, disputando anche una più che discreta fase di Eurolega
giovanile. C’è il carattere, c’è la tecnica: cosa manca? Forse un po’ di
atletismo: non è altissimo e potrebbe soffrire se attaccato 1 contro 1 in
difesa, ma sarà una delle principali opzioni offensive a disposizione degli
azzurrini.
Francesco Gravaghi (Ala, 2003, Olimpia Milano)
Gravaghi ha lavorato molto sul proprio fisico da quando è
entrato nelle giovanili dell’Olimpia: la crescita l’ha snellito e il lavoro in
palestra ha prodotto e sta producendo un’ala moderna. Atletico, in grado di
giocare sia da 3 sia da 4 (anche se questa versatilità sarà messa alla prova
nel confronto europeo), capacità di colpire col tiro da fuori, ma al tempo
stesso efficienza vicino a canestro. Non sarà una delle prime opzioni della
squadra, ma è un giocatore solido, in grado di rendersi utile in diversi modi. Al
di là di come andrà questo Eurobasket è da monitorare per il futuro: l’Olimpia
punta su di lui, tanto da averlo già portato in panchina in Eurolega.
Daniele Greggi (Guardia, 2003, HSC Roma)
Attenzione a questo ragazzo. Uno dei nomi dei quali non si
parla tanto, ma che alla fine potrebbe rivelarsi un’interessante sorpresa anche
all’Europeo. Greggi è una guardia dal buon atletismo, che sa attaccare dal
palleggio e finire con decisione vicino al ferro. La meccanica di tiro è lenta
e quindi, seppur efficace, dovrà per forza velocizzarsi se vuole avere un
futuro credibile ad alto livello. Nei tornei di preparazione ha prodotto buone
cifre, sia a Bellegarde sia ad Iscar, dove è stato sempre impiegato attorno ai
20 minuti. Sarà un’arma tattica importante dalla panchina.
Tommaso Marangoni (Ala, 2003, Leonessa Brescia)
Uno dei tanti prodotti della cantera emiliana. Cresciuto
ad Imola, nell’International Basket, è diventato oggetto di mercato nella
scorsa estate, quando sembrava destinato a Milano (si vociferava anche di
Barcellona), ma alla fine ad assicurarselo fu Brescia. Con l’under 16
Eccellenza della Leonessa ha prodotto quasi 9 punti di media in 20 partite, con
un massimo di 24. Partirà dalla panchina all’Europeo, ma ha stazza e taglia
fisica per essere un giocatore solido e d’aiuto per il nostro reparto lunghi.
Ivan Allan Efetubo Onojaife (Ala, 2003, Pallacanestro Don
Bosco Livorno)
Partirà, forse, come il giocatore più indietro nelle
gerarchie di coach Fucka. Al torneo di Bellegarde ha giocato poco, segnando due
punti in 3 partite. A Iscar, invece, non è mai sceso in campo a causa degli
esperimenti che il coach ha voluto effettuare per valutare meglio la squadra e
decidere il roster finale. Onojaife è un’ala atletica, che può fungere da elemento
di rottura per cercare di dare un po’ di intensità difensiva in pochi minuti,
ma ora come ora il suo ruolo appare piuttosto limitato.
Matteo Spagnolo
(Playmaker, 2003, Real Madrid)
Spagnolo non ha
bisogno di presentazioni. Per molti addetti ai lavori è considerato il miglior
prospetto europeo della sua annata. Le aspettative sono altissime per un
ragazzo che ha esordito in Serie B a 14 anni con la Stella Azzurra grazie a una
deroga speciale della Federazione e che da lì in poi non ha fatto che
confermare le ottime cose che si sono sempre dette su di lui. Ha un talento
speciale: è un realizzatore, ma anche un regista, sa leggere il gioco e passare
la palla. L’anno al Real Madrid, allenandosi e giocando in un ambiente super
competitivo (con la ciliegina sulla torta dell’Eurolega giovanile vinta) lo ha
ulteriormente migliorato, e i blancos lo hanno “promosso” come giocatore
stabile negli allenamenti della prima squadra per il prossimo anno. Sarà il
nostro leader e il faro principale sul quale poggiano le speranze degli azzurri
di andare a medaglia.
Samuele Valente (Centro, 2003, Oxygen Bassano)
Altro lungo con stazza e taglia fisica che potremo sfruttare
in uscita dalla panchina. Molto del suo minutaggio dipenderà da quanta
intensità e voglia sarà in grado di mettere in difesa per arginare i lunghi
avversari. Nei due tornei preparatori ha avuto poco spazio, ma alla fine ha
convinto coach Fucka, che potrà contare su un reparto lunghi fisicamente
strutturato.
Luca Vincini (Ala, 2003, Cus Torino)
Il reparto ali si completa con Vincini, giocatore sul quale
è difficile esprimere una valutazione vera e propria. Cercando online il suo
unico video di highlights è questo di un’amichevole giocata dal Cus Torino
contro Crocetta. A Iscar, nel torneo vinto dai ragazzi di coach Fucka, ha
segnato 3 punti in 3 partite, mentre a Bellegarde ne ha messi a segno 2, con un
minutaggio limitato. Per lui vale lo stesso discorso di Onojaife: dovrà farsi
trovare pronto in situazioni speciali, dando efficacia in pochi minuti.
Nicolò Virginio
(Guardia, 2003, Pallacanestro Varese)
Potenzialmente è il
nostro esterno più versatile. Ha l’altezza e il fisico per giocare
indistintamente da 2 o da 3; a Varese, in under 16 Eccellenza ha giocato anche
da playmaker, dunque sarà molto utile per variare i quintetti e rendere più
dinamica la squadra. Tecnicamente non si discute: ha tiro (più da 2 che da 3),
sa palleggiare e passare la palla. Non è velocissimo, e manca di atletismo per
stare ai massimi livelli, cosa che potrà metterlo in difficoltà difensivamente,
ma è forse la miglior arma tattica a nostra disposizione, e potrà essere utile
come opzione realizzativa secondaria.













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